martedì 9 maggio 2017

Salmo 22 - Anonimo

Io sono il buon pastore, dice il Signore;
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. - Giovanni 10,14


Ho letto, al proposito, un breve racconto che ho trovato molto carino: fa riflettere sul nostro modo di credere e vivere la fede. Riprendo le parole del blogger Fernando Mosteiro che lo ha pubblicato: "Molte volte organizziamo celebrazioni molto ben preparate, molto ben decorate, direi quasi... molto ben cantate, ma... vissute???"

Ecco il testo. Spero piaccia e faccia riflettere.

SALMO 22
Alla fine di una cena in un castello inglese, un famoso attore di teatro intratteneva gli ospiti declamando testi di Shakespeare.

Alla fine, permise al pubblico di chiedergli qualche breve piece in più. Un timido sacerdote chiese all'attore se conoscesse il salmo 22.

L'attore rispose: "Sì, lo conosco, ma sono disposto a recitarlo solo ad una condizione: che dopo lo reciti lei, padre".

Il sacerdote si sentì un po' a disagio, ma accettò.

L'attore diede luogo ad una bellissima interpretazione, con una dizione perfetta: "Il Signore è il mio Pastore, nulla mi manca..." Alla fine, gli ospiti applaudirono vivamente.

Arrivò il turno del sacerdote, che si alzò in piedi e, dopo un momento di silenzio e chiudendo gli occhi, recitò lentamente le stesse parole del salmo. Questa volta, quando terminò, non ci furono applausi, ma solo un profondo silenzio, e su qualche volto apparvero alcune lacrime.

L'attore si mantenne in silenzio alcuni istanti, dopo di che si alzò e disse: "Signore e signori, spero che si siano accorti di ciò che questa sera ha avuto luogo: io conoscevo il Salmo, ma questo uomo conosce il Pastore".

E noi? Conosciamo il Salmo o il Pastore?

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